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Sinistra per Calenzano

Ambiente e Territorio

In questi giorni l’Amministrazione Comunale pubblica il bando per la “forestazione” urbana, richiedendo a tale scopo il contributo monetario di cittadini ed associazioni per piantare alberi in aree pubbliche (con costi piuttosto rilevanti per ciascun albero), e contemporaneamente la Regione Toscana proroga i termini per la partecipazione dei comuni al bando Carbon Neutral, che prevede la possibilità di finanziare progetti di forestazione urbana per un massimo di 400’000 euro.

Facciamo un po’ di chiarezza e smettiamola di cambiare il nome alle cose: il bando "piantiamolo!" del Comune di Calenzano riguarda il verde di arredo urbano, e non risponde alle esigenze da noi evidenziate sulla possibilità di dar vita a progetti per la forestazione urbana. Si tratta di propaganda dal respiro corto, che viene messa ancor più in evidenza dalle proposte contenute nel POC, dove si vanno ancora ad occupare altre zone vergini ed il verde è ridotto a piccole fasce, praticamente assente.

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Nel Consiglio comunale di giovedì scorso il Gruppo consiliare “Sinistra per Calenzano - Per la mia Città” è tornato ad occuparsi tramite un’apposita interrogazione del sottopasso autostradale di via Vittorio Emanuele, che, come testimoniato anche da diversi cittadini, con l’arrivo delle piogge autunnali è tornato ad allagarsi, creando disagi alla circolazione degli automezzi e dei pedoni.

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Articoli sul POC: 0) Opinione complessiva; 1) Uso di suolo zero? Parliamone, ma soprattutto applichiamolo (questo articolo); 2) Nuove superfici commerciali, ignorando gli assi viari intasati e la crisi economica3) A proposito di memoria corta: "sarebbe stato meglio non costruire le case intorno alla fonderia"...

Mercoledì 21 ottobre è iniziata in Commissione Ambiente del Senato la discussione di una proposta di legge del Partito Democratico per “dire basta all’urbanistica espansiva che consuma il territorio e ai disegni di città che distruggono gli spazi verdi e inquinano i nostri polmoni”, per citare il post pubblicato per l’occasione sulla pagina Facebook del PD nazionale.

Allo stesso modo, nel Documento Programmatico del PD di Calenzano pubblicato nel novembre 2018, dunque sei mesi prima delle elezioni comunali, si specificava che “il consumo di suolo ZERO deve diventare una realtà tangibile ed effettiva”, puntando sulla rigenerazione urbana, e restando lontani dal limite di 21’000 abitanti indicato dall’ultimo Piano Strutturale Intercomunale, perché “l’espansione degli ultimi anni richiede oggi un rallentamento e una riflessione”.

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Articoli sul POC: 0) Opinione complessiva (questo articolo); 1) Uso di suolo zero? Parliamone, ma soprattutto applichiamolo2) Nuove superfici commerciali, ignorando gli assi viari intasati e la crisi economica3) A proposito di memoria corta: "sarebbe stato meglio non costruire le case intorno alla fonderia"...

Trovate qui l’opinione di Sinistra per Calenzano sul POC, Piano Operativo Comunale, attualmente in fase di elaborazione. Ricordiamo che il POC ha una valenza quinquennale, ed esprime in pratica le scelte in merito alla trasformazione, valorizzazione e tutela del territorio comunale che l’attuale Amministrazione intende compiere durante il proprio mandato. Tuttavia le attuali previsioni del POC vanno già ad occupare molte delle aree che andrebbero invece tenute come risorsa per il futuro, come indicato nel Piano Strutturale approvato a inizio 2019 e che dovrebbe segnare un orizzonte temporale di riferimento ben più ampio – basti pensare che quello precedente risaliva al 2004.

In questi giorni l’Amministrazione comunale si sta consultando solo con alcuni soggetti fra coloro che ne avrebbero diritto (perché non tutti, ci chiediamo?) per la definizione della parte più consistente del Piano Operativo Comunale: quella che riguarda più direttamente le scelte urbanistiche da attuare nei prossimi anni nel nostro Comune.

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In questi giorni alcuni cittadini delle frazioni a nord di Calenzano hanno dato il via ad una raccolta firme per chiedere un adeguamento delle infrastrutture per la connettività Internet a banda ultralarga.

In particolare, il problema segnalato dai promotori della raccolta firme riguarda l’esaurimento degli slot a fibra ottica della centralina di distribuzione de Le Croci: le poche utenze disponibili si sono già saturate, impedendo quindi al resto della popolazione di poter usufruire della connessione a più alta velocità; tuttavia, vista la presenza della centralina, la zona viene ufficialmente definita come coperta dal servizio a banda ultralarga, e quindi la risoluzione del problema passa, per le autorità competenti, in secondo piano.

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