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Sinistra per Calenzano

Cultura e Istruzione

In occasione della Giornata Internazionale della Donna di quest'anno, segnata dalla tragedia della guerra in Ucraina, condividiamo il pensiero e le parole di Silvia Avallone.
Buon Otto Marzo a tutte le donne: contro tutte le violenze e le discriminazioni, sempre.

Le donne raramente hanno potuto scegliere. Nei manuali di storia del liceo chi ha deciso, comandato, depredato e manovrato armi è stato, in schiacciante maggioranza, uomo. Maschili i nomi rimasti, i monumenti dedicati. La memoria delle donne violentate, uccise, spartite, e dei loro figli si è spesso persa nello spazio bianco tra le righe. La Storia l’hanno fatta sempre sgobbando nelle retrovie, nelle fabbriche, nelle case, nei lazzaretti, nelle infermerie da campo, senza medaglie. È stato chiesto a noi di occuparci dei corpi e delle storie degli altri, di riparare i danni, di crescere i bambini, di accompagnare gli anziani, di curare i feriti, di portare il lutto, di stare sul crinale tra la vita e la morte e suturare in silenzio. Però il mondo ha bisogno di noi, come noi abbiamo bisogno del mondo. E di non subirla, la Storia, di non guardarla da lontano. Ma di cambiarla a partire dalla memoria del dolore, dalla memoria della solidarietà, dalla logica del mettere al mondo anziché del togliere.

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Ieri mattina un volontario dell'Associazione Anziani di Calenzano è stato picchiato mentre, sotto la pioggia, era impegnato a garantire l'ingresso in sicurezza alla scuola di Settimello.

La causa dell'aggressione? La richiesta di fermarsi per far passare genitori e bambini.

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Anche quest’anno Sinistra per Calenzano torna ad occuparsi dei centri estivi, con un’interrogazione a risposta scritta presentata durante lo scorso Consiglio comunale, e anche stavolta il problema rilevato riguarda l’accessibilità economica di questo servizio.

Nella delibera n. 86 del 18 maggio, la Giunta municipale ha stabilito alcune forme di agevolazione per le famiglie: in particolare, oltre a disporre l’esonero dal pagamento per minori con famiglie seguite dai servizi sociali per un massimo di sei settimane, si decide di corrispondere contributi fino al 50% della tariffa settimanale per i minori il cui nucleo familiare presenti un ISEE inferiore o uguale a 9.000 €, per un massimo di due settimane.

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Il fiume Marina è assai disordinato...
Il ponte alla Valle nella viabilità storica: recuperare l'antico nome per valorizzare il territorio ed entrare nel futuro

Nelle antiche leggende i ponti non hanno mai goduto di buona fama. Simbolo di un passaggio, spesso autentici collegamenti tra il mondo dei vivi e quello dei morti, sui ponti il viandante poteva anche fare brutti incontri e numerosi sono i ponti del diavolo, a ricordare come solo l'astuzia o l'aiuto divino avevano potuto salvare qualche malcapitato dalle grinfie del demonio. Del resto, passare un ponte non doveva infatti risultare cosa agevole. Su strade da percorrere a piedi, a dorso di mulo o, per i più fortunati, su carri, a cavallo, in carrozza o calesse, su strade non asfaltate paragonabili alle mulattiere odierne, sotto il solleone e nella polvere in estate, all'acqua, al gelo, impantanati nella mota in inverno, i viaggiatori (pellegrini, soldati o mercanti che fossero) coprivano distanze che si misuravano in giorni di cammino, superavano dislivelli arrancando in salita, anche un semplice torrente poteva costituire un serio ostacolo considerando la precarietà del passaggio (poco più di un guado o una semplice passerella di legno) e un'ampiezza del letto fluviale spesso variabile col trascorrere delle stagioni.

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In occasione dell’Otto Marzo, la nostra Associazione vuole dedicare a tutte le donne queste parole di Michela Murgia.
E garantire il nostro impegno affinchè non ci sia più violenza o discriminazione nei confronti delle donne.

Buon Otto Marzo.

Femminicidio è una parola che solo dieci anni fa in Italia non pronunciava nessuno al di fuori degli ambiti di attivismo contro la violenza alle donne. “Non serve, l’omicidio comprende tutto” era la risposta che andava per la maggiore quando si cercava di far capire che le donne uccise dentro a dinamiche tossiche di relazione erano un fenomeno che non aveva niente a che fare con quelle morte per criminalità comune, anche perché, mentre queste ultime diminuivano di anno in anno, le donne uccise per possessività rimanevano numericamente stabili.

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