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Sinistra per Calenzano

Cultura e Istruzione

I continui cambi di linea del Ministero della Pubblica Istruzione non consentono agli Enti Locali di avere riferimenti sicuri per una programmazione dell’apertura del prossimo anno scolastico, accrescendo così le loro responsabilità in tal merito.

In ogni caso, ci pare opportuno prepararsi alla possibilità che nel prossimo autunno/inverno ci possa essere una riacutizzazione dell’epidemia di Covid-19, procedendo quindi a progettare le necessarie soluzioni che consentano comunque l’attività didattica “di persona”.

Per questo, tramite un’apposita interrogazione che il Gruppo consiliare “Sinistra per Calenzano – Per la mia Città” presenterà nel Consiglio comunale di domani, verranno posti dei quesiti ben precisi all’Amministrazione:

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Fra pochissimi giorni prenderanno il via i centri estivi per bambini e ragazzi, con il ripetersi di un’iniziativa del nostro Comune che è particolarmente utile in questa fase di pandemia, soprattutto per le famiglie che hanno ripreso il lavoro e che forse dovranno lavorare anche quest’estate per recuperare il tempo perso.

Una bella occasione anche per i bambini, che con la possibilità di incontrarsi anche all’aria aperta ritrovano finalmente un periodo proficuo per la loro crescita dopo mesi passati in quarantena fra le mura di casa.

Occorre considerare che non ci troviamo in una situazione normale: molte famiglie che sino allo scorso anno avevano un reddito “normale” ora hanno subito ferie forzate e cassa integrazione non ancora riscossa.

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Ieri, durante il Consiglio comunale, è stata posta in votazione la decisione di dedicare alla memoria di Nilde Iotti la Sala consiliare del Comune di Calenzano. L’Ordine del Giorno, proposto dalla maggioranza, ha riscontrato l’astensione dei consiglieri della Lega e il voto contrario del consigliere D’Elia; il gruppo consiliare “Sinistra per Calenzano - Per la mia Città” ha invece dato il suo sostegno alla proposta, vista anche la mozione, presentata dallo stesso gruppo ed approvata in Consiglio lo scorso 23 Dicembre, in difesa della figura di Nilde Iotti e che impegnava l’Amministrazione a dedicarle una via o una piazza del nostro Comune.

Quando parliamo di Leonilde Iotti non ci riferiamo riduttivamente solo ad una donna comunista, ma ad una Madre Costituente, la prima donna eletta Presidente della Camera che, forte di quasi 16mila voti, ha partecipato all’Assemblea Costituente quando ha appena compiuto 26 anni.

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“...Non c’è tempo per la filosofia… rispondiamo alle necessità ordinarie e straordinarie”

Quella frase, intesa nell'accezione dispregiativa del “poche chiacchiere, dobbiamo lavorare”, lascia trasudare il nuovo mondo della politica: labile, cangiante, privo di solidi indirizzi, ostaggio di personalismi e soggetto alla vulnerabilità di ingerenze esterne sensibili più ad interessi meno nobili di carattere privatistico che all’interesse comune. Sempre più una roba da mestieranti.

La concezione è che con quella definizione di “chiacchiere” si voglia seppellire la storia del pensiero politico alto che ha segnato indirizzi, principi, visioni, garanzie, diritti a seconda delle posizioni di parte e dei ceti sociali ai quali si volesse dare voce e rendere garanzie.

Quel “dobbiamo lavorare” non può prescindere dal solco filosofico (appunto), politico ed etico segnato e prescelto dal democratico consenso sociale del momento, nella sua componente di maggioranza e nell’influenza di quella di minoranza.

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Siate seri, e assumetevi le vostre responsabilità di avere annunciato la volontà di mettersi a disposizione solo con slogan e proclami, salvo poi dimostrare nei fatti esattamente il contrario.” 

“Chi vuole fare un contributo concreto, lo faccia abbandonando gli slogan!”

Ci dispiace che la nostra azione politica venga vista in questo modo da un partito di maggioranza. Siamo certi però che i fatti dimostrino l’esatto contrario, e che questo sia soltanto l’ennesimo maldestro tentativo di far passare al pubblico una narrazione che non corrisponde alla realtà. Purtroppo o per fortuna però la campagna elettorale è finita, e adesso che siamo ad un anno dall’inizio della nuova legislatura comunale, quelle sopra riportate appaiono ancor più come parole dettate dalla rabbia, piuttosto che un’affermazione proveniente da un collettivo serio e coerente. L’ultima espressione poi si contraddice da sola, essendo di per sé una frase fatta.

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