I pareri degli enti sul POC:

Il parere del settore tutela del Paesaggio della Regione poi richiama all’osservanza dei principali contenuti statutari del PIT-PPR, riferibili al comparto AT08 di via dei Prati Via di Pagnelle e agli altri interventi di nuova edificazione in area urbana, che caratterizzano il Piano Operativo Comunale di Calenzano. Riportiamo per intero il passaggio in quanto del tutto esplicativo:

“- i valori, le criticità e le Indicazioni per le azioni definite nell’Abaco regionale delle invarianti strutturali relative alla “matrice agroecosistemica di pianura urbanizzata” (elemento della Rete ecologica regionale – II Invariante strutturale), che svolge un complessivo ruolo di barriera ecologica alla scala regionale, che può essere ulteriormente evidenziato mediante progetti di rete ecologica alla scala locale. Per tale elemento della Rete ecologica regionale le Indicazioni per le azioni prevedono la riduzione dei processi di consumo di suolo a opera dell’urbanizzato residenziale e industriale/commerciale, e delle infrastrutture lineari, evitando la saldatura delle aree urbanizzate, conservando i varchi inedificati e mantenendone la continuità;

- i valori, le criticità e le Indicazioni per le azioni definite nell’Abaco regionale delle invarianti strutturali relative al “Corridoio ecologico fluviale da riqualificare” del Torrente Marina (elemento della Rete ecologica regionale – II Invariante strutturale). Esso rappresenta una criticità da risanare e non da aggravare poiché ad esso sono associati anche elementi di valore e di funzionalità ecologica, da recuperare attraverso la riduzione del consumo di suolo e la mitigazione degli elementi di pressione antropica nonché azioni di riqualificazione e di ricostituzione degli ecosistemi ripariali e fluviali. Attraverso le azioni di riqualificazione i corridoi fluviali degradati potranno assumere i valori e le funzioni attualmente solo potenziali, relative alla maggiore funzionalità della rete ecologica fluviale e alla migliore permeabilità ecologica delle pianure urbanizzate;

- le principali criticità individuate per l’Ambito di paesaggio n.6 “Firenze – Prato – Pistoia” connesse alla rilevante pressione antropica sulla pianura alluvionale che ne ha alterato i caratteri paesaggistici con la crescita eccessiva e spesso priva di un disegno urbano compiuto, la realizzazione di piattaforme industriali, commerciali e artigianali indifferenti al contesto, l’aumento progressivo delle infrastrutture di trasporto. La struttura insediativa storica dei centri e borghi disposti lungo i principali assi viari è stata radicalmente alterata e sostituita da un continuum urbano che ha ostruito i principali varchi ambientali residui, occluso la visuale e la fruizione dei corsi d’acqua e intercluso, frammentato e marginalizzato gran parte degli spazi aperti agricoli e delle aree umide di alto pregio naturalistico;

- le disposizioni della disciplina d’uso definite nella Scheda d’Ambito, con particolare riferimento all’Obiettivo 1 e alle direttive correlate 1.1, 1.3, 1.4, all’Obiettivo 4 e alle direttive correlate 4.1 e 4.3, nonché alle norme figurate (esemplificazioni con valore indicativo), complessivamente volte a evitare ulteriori processi di urbanizzazione e salvaguardare e valorizzare le residuali aree non edificate e i principali elementi di continuità ecosistemica, impedendo la saldatura tra gli elementi a maggiore artificialità e mantenendo i residuali varchi tra l’urbanizzato;

- i valori riconosciuti e le tutele previste nella Scheda di vincolo (Elaborato 3B, sezione 4) di cui al D.M.13/02/1967 GU 68/1967 “Zona panoramica del comune di Calenzano” (….) in quanto complessivamente volte a: tutelare il nucleo del Castello di Calenzano (e della Pieve di san Donato) e il suo intorno territoriale, tutelandone l’integrità delle visuali, la riconoscibilità e la leggibilità quale emergenza di valenza identitaria e valore iconografico; tutelare gli aggregati/nuclei storici, gli edifici e i complessi architettonici e i manufatti di valore storico-architettonico; limitare i processi di urbanizzazione privilegiando interventi di recupero del patrimonio edilizio esistente, garantire la conservazione e qualificazione dei margini urbani storicizzati migliorando la transizione, figurativo-percettiva se non funzionale, tra paesaggio urbano e territorio aperto;”

Il contributo del settore Tutela del Paesaggio della Regione infine sottolinea: “Tali contenuti del PIT-PPR sono da intendersi come riferimento anche per le altre previsioni” e richiama poi l’altro vincolo paesaggistico che insiste su Calenzano ai sensi dell’art.136 del Codice quale il D.M. 23/06/1967 G.U. 182 del 1967 “La fascia di territorio fiancheggiante l’Autostrada del Sole ….”, chiamando in causa le massiccie edificazione previste In Via dei Tessitori zona Carpugnane per i comparti AT04-05-06:

“Si rilevano elementi di criticità, anche in riferimento alle rilevanti consistenze edificatorie, considerata la presenza del vincolo paesaggistico di cui al D.M.13/02/1967 GU 68/1967 “Zona panoramica del comune di Calenzano”, e trattandosi di aree inedificate intercluse in un tessuto urbanizzato, delimitate da grandi infrastrutture viarie ma anche prossime al Parco delle Carpugnane, di valore per il loro carattere di residualità da mantenere e valorizzare. Si ritiene che le previsioni di tali aree debbano svilupparsi, dando concreta attuazione agli obiettivi strategici del POC di riconfigurazione di città pubblica, quale occasione di effettiva riqualificazione del contesto e di miglioramento della dotazione complessiva di aree verdi, spazi di fruizione collettiva e connessioni tra spazio aperto e tessuto edificato, volta al miglioramento della qualità ecosistemica, urbana e dell’abitare. In tal senso si ritiene che le previsioni debbano garantire il corretto equilibrio tra spazi aperti e costruito, impedire la saldatura delle aree urbanizzate conservando ampi varchi inedificati (in particolare per la AT05) con permeabilità visiva e funzionale, sia rispetto agli elementi valoriali ancora presenti anche se latenti nel contesto nonché riconosciuti dalla scheda di vincolo che quali parti integranti del sistema delle infrastrutture verdi comunali. Ciò deve essere reso nelle relative Schede Norma sia attraverso schemi insediativi grafici che puntuali disposizioni normative”.

I rilievi critici del settore Tutela del Paesaggio, collimanti in gran parte con quelli espressi dalla Soprintendenza ai Beni Culturali, riprendono poi alcuni altri aspetti di particolare rilievo quali il comparto di rigenerazione urbana dell’area di Dietro Poggio RIG02, il Parco delle Carpugnane, il complesso della ex Polveriera di Poggio Farneto, le aree estrattive con rilievi che neritano adeguata considerazione e sui cui torneremo nelle prossime puntate.

La prossima volta parleremo del parere espresso dall’Autorità di Bacino che ha esaminato il POC sotto il profilo del rischio idraulico.